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Mertens, poi Lozano e Osimhen, il tris per la (complicata) Champions

Gioca Mertens, torna Mertens. Domani contro il Benevento, alle 18, il belga, secondo le indiscrezioni che arrivano da Castelvolturno, dovrebbe ripresentarsi al centro dell’attacco azzurro. Era ora, era il momento, per Gattuso, per la squadra, per i tifosi, nella prima del trittico (Sassuolo, poi Bologna) che deve portare assai punti, possibilmente tutti, alla causa, per la Champions. Trenta minuti con il Granada per dimostrare a se stesso e al mondo Napoli che gli appoggi sono migliorati, che la zoppia è sparita, che la caviglia gira senza far troppo male. Per il tecnico azzurro, uomo solo al vento, con tutti i suoi limiti del momento, da settimane, è la prima buona notizia per il settore offensivo che arriva dall’infermeria. In attesa che Lozano e Osimhen siano anch’essi pronti allo sprint, si riparte da Mertens. Un passo avanti rispetto al duo Insigne-Politano di punta, oppure Elmas in zona gol. La prova, se ci fosse stato bisogno, che il Napoli per settimane, mesi, è stato contato, sempre in apnea di uomini e forze, un manipolo di atleti (mai troppo attaccati alla causa, va ricordato) in campo ogni tre giorni, senza allenamenti. E’ un po’ la legge del Covid-19, vale per tutti, per tutte. Ma la fila di infortuni in casa azzurra è da record. E dovrebbe anche indurre a qualche riflessione.

MERTENS, LOZANO, OSIMHEN: SERVONO I GOL PER L’EUROPA

Mertens, uguale gol. Cinque in stagione oltre a qualche assistenza, tante assenze, poche prove per consolidare l’idea tattica dell’allenatore, più volte criticata su questo sito, di piazzarlo alle spalle di Osimhen nel 4-2-3-1. Da trequartista, forse troppo campo da percorrere, a 34 anni. Ma Mertens sarebbe servito, eccome. Da punta, dall’inizio, in corso d’opera, a spaccare le difese avversarie con un velo di stanchezza nei muscoli. Una specie di sesto uomo d’oro nel basket, ruolo da fenomeni, come Manu Ginobili, campione Nba con i San Antonio Spurs e decisivo dalla panchina. Una varietà di soluzioni per pochi, con la rosa al completo o quasi. L’assenza di Mertens nelle ultime settimane ha fatto un poco di rumore. Ad Anversa per recuperare, lontano dal gruppo in difficoltà, estremamente silenzioso nel momento più complesso del Napoli dai tempi dell’ammutinamento, lui, uno dei senatori, con un contratto da poco rinnovato e a cifre extralarge. Ora però è tornato, tocca a lui, come alle altre eccellenze del gruppo azzurro, molte ancora ai box, mettere le marce alte per la corsa a un posto in Champions League, prima dell’addio scontato di Gattuso e di quello, necessario, di buona parte di questo gruppo, mai unito, se non di facciata, mai compatto, con poche cose in comune con la società-proprietà.

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