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Napoli, Osimhen è la chiave per il gol

Napoli, puoi volare solo con Osimhen. Scriverlo oggi è paradossale, dopo la notizia della positività al Covid-19 della punta nigeriana, che andrà incontro di sicuro a un multa (almeno) da parte della società per quei balli (finiti in Rete) senza mascherina nella festa di compleanno a Lagos, prima di salire sull’aereo per la Campania. Ma resta il dato, testimoniato anche dall’assegno spedito da De Laurentiis al Lille, 50 milioni (in più anni) per Victor la freccia, che finora è stata troppo spesso in faretra: nove partite e due gol in campionato, l’infortunio alla spalla, ora il virus. La sua velocità, l’attacco alla profondità avevano cominciato a fare breccia nelle difese italiane. Al punto che gli allenatori studiavano l’assetto anti Napoli anche snaturandosi, giocando in pochi metri nella propria metà campo, per non concedergli spazi.

NAPOLI, TANTE ALI, POCHI GOL, SERVE VICTOR

D’altronde, Gattuso aveva testato le qualità delle sue punte. Tanta fantasia, qualità, capacità balistiche, ma la resa in zona offensiva è stata sempre al di sotto della produzione. Un dato che il Napoli si porta dietro dai tempi di Sarri, anche nella stagione dei 36 gol di Higuain. Nella stagione in corso c’è stata l’esplosione di Lozano (sette reti tra Serie A ed Europa League), sta andando in gol con più frequenza del solito Lorenzo Insigne (cinque timbri) e c’è il contributo di Politano (quattro reti), come Mertens, a quota cinque in campionato ma in calo rispetto agli anni d’oro. E se Petagna con tre reti è stato comunque utile alla causa, la contemporanea assenza di Osimhen e Mertens ha mostrato la carenza in termini di reti dell’attacco azzurro. E quindi, ma non solo per le statistiche, serve Osimhen, la sua carica. Anche la voglia di alzare l’asticella, quella cattiveria che a volte manca all’attacco barocco degli azzurri.

MILIK E LLORENTE, I GOL IN TRIBUNA

Tra le frecce di Gattuso manca l’apporto soprattutto del polacco, che resta l’attaccante con la media reti più alta nel Napoli dall’inizio del suo viaggio in azzurro, tra reti (tante), infortuni pesanti e anche tante panchine. Ma il suo percorso è finito, è ai ferri corti con il club, addirittura in causa, l’unico, per l’ammutinamento del novembre 2019. Il futuro è lontano, forse tra pochi giorni o tra sei mesi, alla scadenza del contratto. Per lo spagnolo, voluto da Ancelotti e spedito in campo da Gattuso nell’ultima con il Torino a pochi minuti dalla fine, pure il destino sembra segnato, ma l’assenza di Osimhen e Mertens lo terrà a Napoli almeno fino alla Supercoppa italiana con la Juventus, il 20 gennaio. E proprio a Torino potrebbe tornare, entro la fine del mercato.

 

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