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Spalletti: “Tutti vorrebbero Ronaldo, ma la vedo difficile”

Luciano Spalletti ha parlato alla vigilia della sfida delicata con la Fiorentina e ha toccato diversi argomenti di stretta attualità

SPALLETTI E RONALDO

Qualcuno malizioso diceva ‘sta guardando lo United’, sta entrando CR7 in campo in questo momento.
“Me lo sono perso (ride, ndr)”

Nella sua collezione di maglie, una di cr7 azzurra come la vedrebbe?
“Chiunque vorrebbe avere le sue maglie, di tutte le squadre in cui ha giocato. Se ci avesse giocato qui la vorrei…”

Ci può giocare?
“Se lei mi chiede ‘allenerebbe volentieri’? Vorrei vedere quale allenatore eviterebbe una cosa del genere da raccontare per tutta la vita, ma se si va fuori dagli spazi da riempire per voi… come ha detto il procuratore non c’è alcuna trattativa. Parlando con ADL mi ha detto che non ha ricevuto niente di vero e mancano pochi giorni, la vedo dura si possa fare una cosa del genere. E’ il mio pensiero, poi bisogna sentire Giuntoli”.

Osimhen è pronto per giocare?
“Per uno forte come Osimhen – ha spiegato Spalletti –  il mercato è sempre aperto, si può svegliare il proprietario di turno perché è un grande giocatore. Il rischio della distrazione del mercato per Osimhen e quelli come lui si corre sempre, sono calciatori top”.

E’ soddisfatto? Si aspetta ancora qualcosa? Il portiere?
“Io lo sono sempre, anche quando all’inizio dovevano essere fatte per forza delle operazioni. Sono soddisfatto e quando il mercato è aperto è la situazione che vediamo tutti i giorni in tv. Meret ha fatto due grandi partite, soprattutto la seconda, stiamo bene, abbiamo preso uno di riserva forte ed esperto…”.

Ancora su CR7-Osimhen: “Non sarebbe uno scambio, ma due operazioni – ha aggiunto Spalletti – . Parliamo di uno che ha vinto più Champions, fatto più gol, ha qualità per stare ovunque in campo, è uno che le cose le risolve anche da solo. Il problema non sussisterebbe in un verso o in un altro. Analizziamo ciò che abbiamo e ciò che ci può dare un’ulteriore bella prestazione in un campo difficile come quello di Firenze e Osimhen e quello che deve fare il protagonista”.

Come procede l’inserimento di Ndombele?
“Si è allenato un po’ a parte, ma è tra quelli che hanno fatto vedere di essere abbastanza in condizione nell’amichevole, i dati dicono questo e siamo contenti. Si vede la modernità del gioco, il rendersi conto subito di dov’è il vuoto e dove bisogna giocare palla, è uno che ci farà comodo”.

Sulle difficoltà della gara
“Sono tante, la Fiorentina fa parte di quel condominio di cui abbiamo parlato spesso, Italiano sa fare il suo lavoro in maniera perfetta, l’anno scorso ci hanno messo in difficoltà in tutte e 3 le gare che abbiamo giocato, ne hanno vinto un paio anche. Hanno impatto fisico, ti vengono addosso, per noi sarà fondamentale muovere la palla per creare spazi ed andare poi a prenderci vantaggi negli spazi che si creano, ma le squadre che fanno questo di solito hanno fisicità e un modo di marcare che non ti fa riconoscere quegli spazi, ma siamo in condizione, come loro che hanno meritatamente fatto risultato in Conference”.

Per Spalletti cosa rappresenta Firenze?
“Una roba da strappacuore ogni volta, io andavo sempre a vederla in Curva con gli amici, a sventolare le bandiere perché da bambino sono sempre stato tifoso viola, ho tantissimi amici lì, compreso quello che mi accomoda le biciclette e mi manda messaggi per prendermi in giro, c’è tutto. Sarà un’emozione tornarci, sarà tutto bellissimo”.

Ha avuto modo di confrontarsi con Fabian? Come vive questo momento?
“Se lei fosse del Napoli avrei confronti anche con lei, io mi confronto con tutti, lui non sarà felicissimo però poi nel confronto e nel dialogo ce le siamo dette due cose ed è tutto in base alla volontà quello che sta succedendo”.

Ha Meret-Sirigu, ci sono già gerarchie definite?
“Si guarda in settimana cosa succede e si fanno valutazioni. Nel calcio moderno il portiere è un ruolo come gli altri, si può cambiare di partita in partita. Per quale motivo un giocatore per rendere deve farne 5 di fila, deve essere valutato alla quinta? E io ne perdo 4? Il portiere ha l’allenamento per farsi vedere e 5 minuti in partita, altrimenti non gioca”.

Che atteggiamento si attende a Firenze?
“Lo stesso, giocare d’impatto, i miglioramenti in base all’impatto fisico – ha aggiunto Spalletti – . Nel calcio moderno ci sarà qualche leggerezza in più perché nel continuo attaccare e difendere si vedrà qualche errore, colmato dall’impeto e dall’intervento singolo. Si corrono più rischi nel calcio attuale e si gioca a campo aperto, a sventagliare da una parte e dall’altra per poi andare a ricomporci velocemente, mi aspetto di vedere anche delle cose viste nelle due gare precedente”.

L’errore da evitare con la Fiorentina ricordando le due sconfitte dell’anno scorso?
“Ci siamo concessi distrazioni – ha concluso Spalletti – che poi ci sono costate i risultati, anche se poi abbiamo sviluppato la gara correttamente per larghi tratti, ma poi abbiamo pagato gli episodi, non dobbiamo permetterci questi episodi, ma restare accesi sempre, ancora di più. Sarà il particolare a fare la differenza”.

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