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Spalletti: “Sto bene, il mio virus è il Napoli”

L'allenatore azzurro parla in conferenza dopo il successo contro la Sampdoria ed elogia la prestazione dei suoi ragazzi

Dopo la vittoria sulla Sampdoria Luciano Spalletti, tecnico del Napoli ha parlato in conferenza stampa. Il tecnico torna dopo il Covid: “Io sto bene, sono sempre stato bene. Non mi interessa niente del Covid, il mio virus è il Napoli dal quale non voglio guarire”. Soddisfatto? “È stato un Napoli vero, non è riuscito a chiuderla, ma per 90′ ha avuto un atteggiamento esemplare”.

SPALLETTI E LA SCELTA DI PETAGNA

“Dovevo mettere qualcuno fresco. Dovevo mettere Elmas, poi Petagna che doveva entrare. Anche Politano ha fatto molto bene. Abbiamo costruito bene, tutti si sono presi sulle spalle un pezzetto dei compagni che in questo momento non possono dare una mano. È molto bello”.

Sull’addio di Insigne “Sono convinto che in questi mesi farà vedere il meglio del giocatore che è. Soprattutto sulla sua serietà e sull’uomo che è…”

L’ESORDIO DI TUANZEBE

“Axel è un calciatore fisico, che può andare a marcare un calciatore sul breve. È un calciatore di livello, poi dovrà conoscere delle cose e il nostro campionato che non è facile per nessuno. Ha però delle qualità e in questo momento qui può essere un’alternativa di grande comodità, si gioca spesso e ogni tanto vanno sostituiti. Jesus e Rrahmani sono stati eccezionali, hanno retto contro tutti ed hanno giocato sempre”.

LA CRESCITA DI LOBOTKA 

È il calciatore che tutti vorrebbero avere, lui è quello che oltre a saper giocare lui fa giocare bene quelli che ha intorno. Lui se ne esce con queste piroette saltando la pressione, quando lo vai a mordere non lo trovi mai e se non lo vai a mordere tocca duemila palloni. Veramente somiglia a Jorginho, è quello che mette a posto anche gli incasinamenti dell’allenatore. Fai mille ragionamenti, poi arriva un giocatore così e mette le cose a posto”.

COPPA ITALIA

“Noi siamo veramente in pochi, ma proviamo ad andare avanti. Quando vesti la maglia del Napoli non è mai una cosa banale, per cui si fanno le cose serie”.

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