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Spalletti e Fabian: “Siamo il Napoli, proveremo a vincerla”

Il tecnico e il centrocampista parlano alla vigilia della sfida con il Barcellona, andata dei sedicesimi di Europa League

Luciano Spalletti pronto alla sfida al Barcellona. Il tecnico del Napoli presenta la sfida agli spagnoli in Europa League in conferenze. Con lui lo spagnolo Fabian

Inizia il centrocampista spagnolo:

“Sappiamo che è una competizione importante, dobbiamo andare fino alla fine e vincere tutte le gare. Loro sono forti, ma anche noi stiamo facendo bene. Speriamo domani di vincerla”

Pedri diceva che la gara la vincerà dominando il centrocampo

“Non soltanto il centrocampo, a noi piace avere il possesso della palla e dominare la partita, ma piace anche al Barcellona. Sarà una guerra. Cerchermo di avere la palla, di tenere il pallone il più tempo possibile”.

Come si affronta un club così blasonato?

“Sappiamo che loro saranno in campo per vincere, ma anche noi. Abbiamo preparato la gara con voglia, speriamo di portare un bel risultato a casa anche se sappiamo che sarà molto difficile”.

ECCO SPALLETTI: 

Serve una mentalità vincente per questa gara?
“Dobbiamo cercare di essere sempre il Napoli, dare sempre il massimo. Dobbiamo sapere che abbiamo delle caratteristiche per cui bisogna puntare sulle qualità che abbiamo. Offrire sempre un buon calcio, perché il nome che portiamo e le aspettative della città e la storia del calcio Napoli ci dice che dobbiamo andare in campo a tentare di vincere le partite. Si diventa grandi attraverso le partite, rincorrendo le competizioni e i risultati contro qualsiasi avversario. Non c’è una divisa differente da mettere tra una partita o un’altra, dobbiamo essere sempre gli stessi. Regola dei gol in trasferta? Non cambia assolutamente niente”.

Vi tocca già il Barcellona, poteva andare meglio il sorteggio?
“Se abbiamo l’ambizione di arrivare fino in fondo, e dare soddisfazione ai nostri tifosi che ci seguiranno in tanti anche domani, dobbiamo essere sempre pronti. Non possiamo scegliere il contesto.

Avete una tattica particolare?
“Non ci sarà una strategia particolare, ci sarà sicuramente il momento in cui dovremo difenderci e dovremo essere bravi a sfruttare il campo che ci verrà lasciato”.

Quanto peserà l’assenza di Lozano?
“Abbiamo tutto quello che ci necessità per essere il solito Napoli. Una squadra non può dipendere da un solo calciatore, perchè senza quel calciatore perderesti l’identità della squadra che sei. Lozano quando tornerà ci darà la qualità dei suoi strappi e dei suoi gol, ma la rosa del Napoli può sopperire a qualsiasi assenza”.

Domani Mertens e Osimhen possono giocare insieme?
“Noi abbiamo fatto una rosa in cui tutti possono giocare insieme. Nel discorso va messo anche Petagna, che può giocare sia con Mertens che con Osimhen. Bisogna però pensare ai 95′ della gara, agli equilibri della squadra che deve sapere cosa fare per muoversi in maniera coerente in base alla situazione che le si prospetta”

Lei dopo l’Inter parlava di una squadra che deve sempre mantenere la leggerezza…
“Queste sono gare speciali, perchè sono gare speciali da vivere. Sono gare così belle che fanno parte dei sogni di ciascuno di noi, attraverso queste partite qui si riesce ad avere risposte veramente forti sulla personalità e sulla qualità hai raggiunto per giocare un calcio top. Noi tenteremo di fare questo”.

Osimhen è in condizione di giocare tutta la gara?
“Niente di muscolare per Osimhen. Ieri aveva un leggero gonfiore al ginocchio, per precauzione l’ho lasciato a riposo e lo valuteremo domani. Ieri ha finito l’allenamento senza nessun problema”.

Come ha visto il Barcellona nelle ultime uscite?
“Xavi era un grande conoscitore di calcio da giocatore, lo sarà anche da allenatore. Mi sembra già a buon punto, poi a dicembre hanno inserito calciatori che danno imprevedibilità, di quelli che sanno risolvere la partita anche da soli. Li vedo a un buon livello e sicuramente Xavi riuscirà a portarla dove lui pensa”.

Che effetto le farà giocare in questo stadio?
“Se iniziamo a pensare alla storia di questo club c’è il rischio di intimorirsi. Meglio dunque focalizzarsi sulla qualità della nostra squadra, pensare a fare quel calcio che abbiamo già fatto vedere. Le nostre capacità sono quelle lì”.

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