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Spalletti: “Con lo Spezia dobbiamo giocare con intensità”

Il tecnico azzurro parla alla vigilia della sfida con lo Spezia in programma domani alle 20.45

Luciano Spalletti parla alla vigilia della sfida con lo Spezia, in programma domani allo stadio Maradona alle ore 20.45. La giornata non si è aperta nel migliore dei modi, con la notizia della positività di Lorenzo Insigne

SPALLETTI E INSIGNE POSITIVO

“E’ sempre un dispiacere non avere elementi di quel livello, sperando che migliori la situazione per tutti noi ma dobbiamo affrontare il rischio che possa succedere sempre qualcosa di nuovo ed abbiamo l’imposizione di continuare a fare punti perché le partite passano per non ripassare più.

Non si fa il riassunto delle gare non vinte ricordando cosa è accaduto in quel periodo, abbiamo davanti una gara difficile e dobbiamo dare continuità alla partita, come se fosse un continuo di Milano. Dobbiamo fare in modo di non essere mai usciti da San Siro e vincere una gara difficile, conosco bene quell’ambiente lì, ci ho giocato lì, ho amato squadra e città, sono legato in maniera particolare, so come vive la passione per questo sport e so che sarà una gara difficile. Ci dispiace per quelli fuori, ma quelli dentro devono sapere il loro comportamento”.

A SINISTRA SI RIVEDE MARIO RUI

“Le partite sono ravvicinate, bisogna prendersi qualche ora in più per fare la formazione definitiva, l’allenamento di oggi mi dà più fiducia, le reazioni si sanno più nel pomeriggio e stasera ce le racconteranno in ritiro. Se mi chiama stasera, glielo dirò (ride, ndr)”.

LOBOTKA VALORE AGGIUNTO

“E’ prima di tutto un bravo ragazzo – ha spiegato Spalletti – come tutti qui. Io sono stato fortunato, ho sempre avuto grandi registi, grandi numeri 4, il buon regista è quello che sa fare tutto bene, il grande regista è quello che fa in modo che la squadra faccia tutto bene, Lobotka è uno di questi, è un grande regista, poi ne abbiamo tanti che possono farlo, c’è lui, ci potrebbe essere Fabian, poi dipende se giochiamo con uno solo o con due bassi che si dividono i compiti, ma il regista è colui che salva l’allenatore dalla pazzia, ti affidi a lui. Qui ne sono passati tanti, Jorginho è uno di questi”.

DUE KO DI FILA, TORNARE A VINCERE AL MARADONA

E’ vero, questa non è la conferenza di celebrazione della vittoria col Milan, ma del pre con lo Spezia, così come l’allenamento di oggi, e abbiamo l’imposizione di vincere anche se non si tirano indietro le gare precedenti per rimediare, ma le sconfitte creano presupposti di crescita, di reazione, nella squadra ed anche in me stesso. Io sono fiducioso come spero lo sia la squadra e lo voglio vedere sin dal primo minuto, dobbiamo costruire qualcosa di serio e credibile per la gente che ci vuole bene e che vive dietro il risultato della partita, non si scherza col sentimento delle persone, si va a giocare una gara di grande intensità, voglio quello dal riscaldamento!”

SPEZIA AVVERSARIO DIFFICILE

“L’ho visto molto bene con l’Empoli – ha aggiunto Spalletti –  di solito si fanno montaggi sugli avversari, oggi abbiamo deciso diversamente, abbiamo fatto vedere 10 minuti senza pause, Beccaccioli, il nostro analista bravissimo, ha punito i primi 10′ e li abbiamo fatti scorrere per renderci conto che è reale, non si prendono tutti i minuti e poi si taglia, ma lì non c’era niente e si sono resi conto della partita che sarà difficile”.

“Bisogna avere un ordine e prevenzione corretta, c’è chi fa l’assaltatore e chi presidia la zona di campo dove loro riconquistano e ripartono, bisogna rimontargli addosso prima possibile, è la prima qualità altrimenti le distanze per la nostra conformazione tattica ci disturbano. Loro hanno 2 a tutta fascia, con chi li attacco? Se gli mando il quarto, il centrale finisce in bandierina, sono cose che servono negli allenamenti, in realtà solo oggi perché ieri siamo tornati tardi e s’è fatto defaticante con chi ha giocato”.

POLITANO, INSIGNE E LOZANO CON POCHI GOL

“E’ causato anche un po’ dai cambi – insiste Spalletti –  se non hanno giocato 10 partite del campionato e se prima con 3 cambi ne facevi 2 per tenertene una, ora con 5 ne fai 4. C’era più minutaggio prima per quelli che iniziavano le gare. Politano e Lozano io l’ho sostituiti l’uno per l’altro e gli togli possibilità. A Giuntoli perciò dicevo non si fanno i premi a gol, ma ad obiettivo, perché poi si arrabbiano quando lo levi, ed il difensore che salva il gol niente premio? Va un po’ contro la filosofia del titolare dei 60′ e dei 30-35′, per me non conta quanti gol hai fatto, ma come l’hai fatta giocare”

FOTO SSC NAPOLI

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