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Scafati, è tris in fila: superata facilmente la Tremec Cento

Scafati centra il tris in fila. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Contro una Tramec Cento rimaneggiata per le
importanti assenze dei suoi uomini migliori, ovvero Cotton e Sherrod (entrambi infortunati), la Givova Scafati non ha incontrato grosse difficoltà a far propria la posta in palio. Così anche il ventiduesimo turno del campionato di serie A2 maschile (girone rosso) è andato a completo appannaggio della compagine dell’Agro, che ha saputo sfruttare il secondo turno interno consecutivo ed imporsi 83-69 al PalaMangano, al cospetto di una formazione che ha mostrato un evidente gap per l’assenza dei due atleti di colore, uomini chiave del roster emiliano. Ancora senza l’infortunato Marino (a referto solo per onore di firma) e senza neppure il giovane Festinese (anch’egli infortunato), i padroni di casa hanno menato le danze sin dalla palla a due, gestendo ritmi e possessi in maniera ordinata e lucida fino alla sirena conclusiva, provando svariati schemi e situazioni di gioco, fondamentali in vista delle prossime e più delicate sfide in programma. E’ stata così inanellata la terza vittoria consecutiva. Gli avversari hanno provato a reggere l’urto, ma la differenza di valore tra i due organici è stata tale e tanta da non consentigli alcuna possibilità di reggere il confronto in maniera equa, in virtù dell’assenza delle loro principali bocche da fuoco.

SCAFATI, SINTESI DELLA PARTITA CONTRO CENTO

Avvio lampo dI Scafati, che di gran carriera si porta subito avanti 7-2 al 2’, con Palumbo subito in palla. Il time-out richiesto da coach Mecacci e la disposizione dei suoi uomini a zona non cambia l’andazzo della sfida, che resta saldamente nelle mani dei padroni di casa, con Benvenuti particolarmente ispirato (16-7 al 5’). I soli Moreno e Petrovic non bastano ai viaggianti per restare in partita (23-12 al 10’). Il buon impatto di Rossato con la contesa, permette alla Givova di allungare 28-13 al 12’. Le scorribande dell’ex Ranuzzi non mutano la scena, che vede ancora protagonista la truppa di casa, solida in difesa e ordinata in attacco, con Cucci in gran spolvero (35-16 al 15’). I viaggianti, trainati da Petrovic, hanno però un sussulto d’orgoglio (35-23 al 17’, con parziale di 0-7), che
costringe coach Finelli al time-out. I suoi uomini rispondono con orgoglio e, punendo la difesa a zona ospite soprattutto con i tiri dalla lunga distanza e con il gioco spalle a canestro sotto le plance, raggiungono l’intervallo lungo con un sereno +18 (49-31). Jackson e Sergio battezzano la ripresa delle ostilità con tre triple che valgono il 58-35 al 24’, che di fatto spacca in due la sfida. La Tramec non ci sta a subire un passivo così pesante ed allora stringe i denti ed inizia a difendere con maggiore aggressività, mentre in attacco va alla continua ricerca del miglior tiro aperto possibile (62-46 al 28’). Il finale di terzo quarto, però, si tinge nuovamente di gialloblù (71-48).
I centri di Cucci e Rossato consentono agli uomini del presidente Rossano di ampliare ulteriormente la forbice del divario (75-50 al 32’). I tentativi di Moreno di tenere viva la contesa si infrangono contro lo strapotere locale, suggellato dal punteggio sul tabellone elettronico che al 35’ segna 81-54. Fallucca, Jurkatamm e Petrovic provano a rendere meno pesante il passivo (81-62 al 38’), ma non riescono ad andare oltre il punteggio di 83-69 con cui si chiude la partita.

LE DICHIARAZIONI DI COACH FINELLI

Così il coach di Scafati, Alessandro Finelli: «Sicuramente abbiamo avuto un vantaggio tecnico a giocare contro Cento sprovvista degli americani. Ma devo ammettere che i miei ragazzi hanno giocato sin dall’inizio con la giusta concentrazione. Abbiamo avuto un ottimo impatto sia tecnico che fisico e abbiamo orientato la sfida nella nostra direzione sin dalla palla a due, poi l’abbiamo gestita bene, consapevoli del fatto di dover disputare sei partite in diciotto giorni. Sono contento della concretezza dei nostri lunghi Cucci e Benvenuti, autori di una gara solida, complice l’assenza di Sherrod. Voglio però spendere una parola per i tre uomini che costituiscono la spina dorsale dello spogliatoio e che stanno facendo tantissimo sin dall’inizio della stagione. Il primo è Marino, lontano da cinque settimane dai campi, che sta lavorando durissimo, con professionalità e dedizione, per bruciare i tempi di recupero, a dimostrazione del suo attaccamento alla maglia. Il secondo è Musso, abituato a giocare in squadre nelle quali è sempre stato un più prolifico realizzatore; qui da noi, invece, si è calato perfettamente nella realtà, sta dando un contributo importante sia difensivo sul miglior avversario, sia nel coinvolgimento dei compagni con numerosi assist, sia, infine, realizzando canestri in momenti decisivi: non è appariscente in fase realizzativa,
ma lo è in tante altre situazioni altrettanto decisive. L’ultimo è Sergio, leader silenzioso dello spogliatoio, che guida con l’esempio di dedizione al lavoro, solidità mentale ed equilibrio emotivo, si prende cura delle bocche da fuoco avversarie mettendogli la museruola ed in attacco è un vero collante nel tessuto del nostro gioco. Ci tenevo a ricordare questi tre atleti che non fanno cose appariscenti, ma hanno un impatto notevole nella nostra chimica di squadra».

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