EditorialiPillole azzurre

Piotr Zielinski, alla ricerca del talento perduto

Il polacco con Spalletti non riesce a rendere come con Gattuso. Si è perso nuovamente nei meandri della sua insicurezza

Con la gestione di Luciano Spalletti sono migliorati diversi giocatori. Basta pensare a Mario Rui, Rrhamani e a tanti altri. Chi rimane sempre al palo è Piotr Zielinski. Il polacco, 25 anni, dovrebbe esplodere ma è l’unico che ancora non riesce a farlo. La continuità è sempre stata la sua pecca. L’anno scorso con Gattuso aveva trovato gol e prestazioni d’autore (10 reti e 10 assist). Quest’anno si è di nuovo perso nei meandri della sua insicurezza. Appoggi sbagliati, conclusioni non proprio all’altezza della sua fama, e spesso assente. Anche mentalmente. Come se si giocasse una partita virtuale.

PIOTR ZIELINSKI, LE DOTI TECNICHE

Eppure le doti tecniche non gli mancano. Destro e sinistro per lui non fa differenza. Tocco di palla sublime e movenze da fuoriclasse.  Ma non basta. Piotr sembra fuori anche dal punto di vista tattico. Con il lancio in verticale che predilige Spalletti, i trequartisti spesso vengono tagliati fuori. E infatti sono rari gli inserimenti del polacco che è avulso dalla manovra e spesso se attaccato perde alcuni palloni importanti. L’azione del possibile vantaggio di Abraham passa da un suo errore.

E non è la prima volta. Ci auguriamo che Spalletti, dall’alto della sua esperienza, riesca a trovare una soluzione per cercare di ritrovare un calciatore importante. Piotr Zielinski ha bisogno di sentirsi coinvolto. Ma sta anche a lui svegliarsi da questo torpore. Altrimenti rischia di sedersi in panchina. Ma un talento del genere non va sprecato.  La “cattiveria” e un  po’ di “cazzimma” in più e meno morbidezza nei contrasti potrebbero risollevare le sue sorti.

Ora sembra un oggetto smarrito, quello che si trova nelle sale degli aeroporti.  In attesa di trovare il padrone che in questo caso è lui stesso.  Un attesa lunga al momento che non piace a nessuno. I tifosi azzurri, stanno cercando di capire quanto vale Piotr. E’ sempre ai confini dall’essere un grande talento (spesso paragonato a sproposito a De Brujne) ad un giocatore normale. Negli ultimi tempi sembra proprio assente. E’ ora che torni a macinare chilometri  e mostrare il suo estro. Aspettando Godot.

 

 

 

 

 

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