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Napoli, lo schermo di Spalletti e i venti che soffiano dal Nord

Una sconfitta non potrà scalfire quanto di buono fatto finora. E l'aria sembra essere cambiata: non ci si piange più addosso

Un percorso netto: sei vittorie consecutive in campionato.  Un pareggio in Europa League e una sconfitta in amichevole (pesante) con il Benevento. Tutti aspettano il passo falso. In primis il presidente della Fiorentina, prossimo avversario del Napoli, Rocco Commisso:  “Adesso pensiamo al Napoli – ha detto –  è una squadra fortissima ma ogni tanto devono anche perdere. Vediamo se i ragazzi ce le faranno, sarà la mia ultima partita prima di tornare in America”.

Spalletti e l’arte della guerra

I tecnico azzurro sta dosando le parole. Non si lamenta per gli infortuni e sta respingendo i complimenti. I meriti sono tutti dei calciatori. Ogni singolo interprete è fondamentale in questo puzzle che sta annichilendo gli avversari almeno fino a questo momento.  Spalletti sembra già pronto ad affrontare i nemici e un’eventuale sconfitta non sarà un dramma. I sorrisi abbondano, le polemiche sembrano lontane. Anche il rinnovo di Insigne è passato in secondo piano: ora è più importante continuare a sognare. Con i risultati e con le grandi prestazioni. Udine e Genoa (sponda Samp) hanno dimostrato la forza del collettivo. La squadra sembra pronta per grandi traguardi.

Un altro trittico per continuare a sognare

Domenica c’è la sfida a Firenze, poi il Torino in casa e la Roma. C’è di nuovo Ivan Juric sulla strada del Napoli. Si, proprio lui, quello di Napoli-Verona. Qualche sussulto d’orgoglio, una piccola vendetta potrebbe albergare nella menti degli azzurri.

Tutti i giocatori, infatti, hanno dichiarato di non aver dimenticato quella sfida che è costata la Champions. Di sicuro non lo ha fatto De Laurentiis che ancora aspetta chiarimenti. Tanto meno i tifosi che ora stanno godendo, ma non dimenticano, Ecco perché se i venti del Nord provano a soffiare sulla stabilità del gruppo azzurro, dall’altra parte l’ambiente non si esalta. Scottato dalle recenti prestazioni, sogna ma con moderazione. Prudenza e sfottò solo per la Vecchia Signora. Stanca e adagiata al centro della classifica. Ma mai doma: guai a sottovalutarla.  Inter e Milan non si arrendono, le insidie dell medio-piccole sono dietro l’angolo.

L’oro nero e la Coppa d’Africa

L’asse portante Koulibaly, Anguissà e Osimhen rappresentano la forza del Napoli. L’oro nero del Napoli. Vale tanto, come il petrolio e alimenta il motore della squadra azzurra. Non ci saranno per la Coppa d’Africa e il tifoso è già preoccupato. Ecco perché Spalletti sta caricando gli altri e gli darà Spazio. Rrhamani, Manolas, Demme, Lobotka ma anche Elmas, le seconde linee dovranno essere una Maginot impenetrabile. Anche dai lamenti dei tifosi, da chi vuole piangersi addosso. Non lo ha fatto, fino a questo momento, il tecnico di Certaldo, non lo fa la squadra.  Testa bassa, pedalare e no alla narrazione negativa. Il Napoli ora è più forte di questi problemi. Non vuole trovare scuse e sa di dover contare sulle sue forze. Nessun aiuto dall’alto, ma la consapevolezza che viene dal basso, dal lavoro e dalla concentrazione. Dirige Spalletti, l’orchestra Napoli può suonare l’adagio ma non troppo. E sempre con il sorriso.

 

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