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Matilde Copetti, io e Meret: da compagni di classe alla porta del Napoli

Matilde Copetti ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno la sua amicizia e stima per Alex Meret, compagno di classe al Liceo Copernico di Udine

Matilde Copetti, nuovo portiere del Napoli femminile ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno  la sua amicizia con Alex Meret nata nei banchi di scuola del liceo. Tra sogni e realtà. Ecco la sua intervista:

La passione per il calcio e per il ruolo di portiere li ha uniti sin dal liceo. Si raccontavano sogni e la voglia di entrambi di emergere in serie A. Sogni che sono diventati realtà. Allo scientifico Niccolò Copernico di Udine, a pochi banchi di distanza, hanno vissuto la loro adolescenza, i primi passi nelle giovanili ma anche gli studi da svolgere con profitto.

MATILDE COPETTI E MERET

Ora difendono la porta delle due squadre di Napoli. Matilde Copetti, 25 anni da compiere il 15 settembre, sarà da quest’anno la numero uno delle azzurre al femminile. Il suo compagno di scuola e amico è Alex Meret, dal 2018 a Napoli, titolare della squadra di Spalletti, dopo un’estate vissuta tra alti e bassi, nel valzer del mercato che lo voleva solo secondo dopo il possibile ingaggio di Navas. Ora Alex si è ripreso il suo posto e sta giocando con continuità: ha parato un rigore a Colombo del Monza e sta effettuando ottimi interventi, l’ultimo contro la Lazio. “Io non ho dubbi – spiega Matilde – per me giocherà un grande campionato, ne sono sicura. Lo conosco bene e so che se si mette in testa una cosa la fa con profitto”.

L’IN BOCCA AL LUPO

Quando Alex ha saputo che Matilde avrebbe vestito la maglia del Napoli femminile si è congratulato con lei attraverso i social: “E’ stato molto carino, garbato come sempre. Non è cambiato affatto. Un bravissimo ragazzo di buone maniere, molto timido ma a scuola era un secchione: uno di quelli a cui si chiedevano sempre i compiti”. A Udine, Meret era già un nome: grande prospetto con le stimmate da campione. Nel settore giovanile erano molto apprezzate le sue doti, come quelle di Matilde che si faceva strada nel Tavagnacco fino ad arrivare nella massima serie.

Due storie parallele, unite dai tornei di calcetto scolastici regionali, dove entrambi alzavano i primi trofei: “Ci raccontavamo i nostri sogni e lui mi diceva: vedrai andrò in serie A e in Nazionale. E ci è riuscito. Ci vedevamo ogni tanto al Tavagnacco dove io giocavo, poi ci siamo persi di vista: dopo due anni di liceo io ho cambiato istituto, lui è andato al Volta da privatista”.

Alex doveva rispondere alle chiamate delle nazionali giovanili ed era costretto a saltare la scuola. Tutto ciò avrebbe potuto pregiudicare il suo percorso scolastico che era stato ineccepibile, ecco quindi il cambio di scuola. “Ho seguito a distanza la sua carriera – ha spiegato Matilde –  le prime nazionali giovanili e in seguito il balzo in serie A: se lo merita. Da portiere apprezzo le sue doti: ha un’ottima tecnica di base ed è soprattutto una persona seria che lavora tanto.

I PORTIERI

Si dice che i portieri siano un po’ pazzi: lui è l’opposto. Io sono una via di mezzo, impulsiva nella vita e riflessiva in campo”. Eppure le difficoltà a Napoli non sono mancate per il portiere friulano: gli infortuni e la mancanza di continuità vista la presenza di Ospina e quest’anno ancora appeso ad un filo durante il mercato. “Non deve essere stato facile per lui ma io sono convinta che dimostrerà di poter stare a Napoli. Ci metto la mano sul fuoco. Anche io ho voglia di impormi con il Napoli femminile: sarà un campionato difficile e qui ci sono molte aspettative. C’è un bellissimo gruppo che proverà a ritornare in serie A ma l’entusiasmo non manca”.

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