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Marina Militare, vela e solidarietà al Centro Velico D’Altura

I ragazzi dell’Associazione “Figli in Famiglia” di San Giovanni a Teduccio in barca a vela a Napoli

infatti, Ricominciano le attività sportive della Sezione Velica Marina Militare di Napoli “Ammiraglio Tino Straulino” con l’inaugurazione della Sezione Giovanile, alla presenza del capitano di vascello Giuseppe Cannatà, direttore dell’Ufficio Vela della Marina Militare.

Una decina di ragazzi dell’Associazione “Figli in Famiglia” di San Giovanni a Teduccio hanno iniziato a frequentare oggi un corso di avvicinamento alla vela. Completamente gratuito. Il tutto nella sede del Quartier Generale all’interno della Base Navale di via Acton del Comando Logistico della Marina Militare

L’iniziativa della Marina Militare ha ottenuto il Patrocinio della Federazione Italiana Vela Comitato V Zona (Campania). E vede coinvolto in maniera diretta il Centro Velico d’Altura di Napoli, presieduto dal capitano di vascello Benedetto Esposito, ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia dell’Alto Mare, il Real Yacht Club Canottieri Savoia e la Scuola Vela Mascalzone Latino.

I ragazzi tra i 10 e 12 anni, infatti, accompagnati da istruttori qualificati, potranno salire a bordo della barca a vela d’altura Tara.’s. Imbarcazione della Marina Militare. E di piccole derive collettive Classe Laser, per scoprire così una nuova disciplina sportiva. Caratterizzata da spirito di squadra, competizione e infinito amore per il mare. A Napoli per due volte a settimana

Il capitano di vascello Giuseppe Cannatà’

L’attenzione agli sport velici è prioritaria per la Marina Militare che recentemente ha dato nuovo impulso alla struttura organizzativa: “Il 2021 è un anno che ha visto un forte rilancio della vela nella Marina Militare, sia dal punto di vista sportivo che da quello organizzativo, grazie alla suddivisione dell’ufficio Vela e Sport dello Stato Maggiore della Marina in due realtà – afferma il capitano di vascello Giuseppe Cannatà – Per lo sviluppo e promozione dell’attività velica è stato riattivato lo storico MARIVELA, lasciando all’Ufficio Sport la gestione della componente agonistica di tutti gli altri sport. Questo permetterà anche di incrementare la capacità delle 13 sezioni veliche presenti nell’organizzazione della Forza Armata”.

Il capitano di vascello Benedetto Esposito

Da sempre la Marina Militare promuove a bordo delle unità veliche progetti di forte impegno e solidarietà civile, in cui la cultura del mare e della navigazione, di cui la Marina Militare è custode, diventano strumenti di educazione, formazione e, inclusione sociale – commenta il capitano di vascello Benedetto Esposito –  I protagonisti di questa avventura sono ragazzi che ogni giorno affrontano grandi ostacoli e che a bordo trovano una diversa dimensione, attraverso un’esperienza che unisce l’amore per il mare all’amore per la vita. A bordo non esistono differenze, ogni persona arricchisce l’altro con la propria originalità e le emozioni si trasformano in ricordi indelebili nel tempo”.

Antonietta De Falco, direttrice scuola Vela Mascalzone Latino

La Scuola Vela Mascalzone Latino si affianca alla Marina Militare mettendo a disposizione tutto il suo Know-how maturato negli ultimi 12 anni. Esperienza ed entusiasmo per avviare il progetto della Sezione Giovanile della Marina Militare – dichiara Antonietta De Falco, Direttrice Scuola Vela Mascalzone Latino – In questo modo il progetto sociale partito nel 2010, potrà arricchirsi e avere nuove prospettive garantendo ai giovani coinvolti un futuro migliore”.

Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente Reale Yatch Club Canottieri Savoia

Sono orgoglioso di partecipare a questa iniziativa. La Marina Militare si dimostra aperta alla città con un corso di vela al quale ci uniamo mettendo a disposizione tutte le nostre energie e competenze per fare in modo che il progetto riesca al meglio – commenta Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente Reale Yacht Club Canottieri Savoia – Mi auguro che quello che inizia oggi sia un percorso formativo per questi ragazzi. Che possa portarli a trovare lavoro nell’ambito della vela: c’è bisogno di istruttori e di molte altre figure e magari verranno fuori proprio da qui”.

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