Editoriali

Maradona terra di conquista, Spalletti e il film già visto

Lo stadio di Fuorigrotta non è più il fortino di un tempo e il suo tifo non scalda. Il tecnico di Certaldo ormai è in confusione e provoca Dela

Una resa incondizionata che ha fatto andare su tutte le furie i tifosi azzurri. Piovono fischi al Maradona, in quello stadio diventato terra di conquista. Dove tutte le squadre trovano punti. E Spalletti, infastidito in conferenza, sollecitato da una domanda sui cambi (tutti sbagliati) ha detto: “Anche De Laurentiis brontola sui cambi”. Segno di una feeling ormai smarrito (come ad ogni fine stagione e un film già visto). Era toccato a Gattuso andare via tra gli improperi ora tocca a Spalletti subire le critiche. Resta una società che in queste ultime fasi è stata attaccata alla squadra con propositi di unione e patti mai rispetatti a cena (anche questo un fil gà visto).

MARADONA, CHE FIGURACCIA

Al di là della sterile polemiche sul nome dello stadio che non vogliamo nemmeno affrontare, resta una fragilità in casa che fa veramente impallidire. Gli uomini “senza carattere” sono sempre gli stessi dell’anno scorso. A parte il ritrovato Lobotka e Anguissa, quindi Spalletti non poteva di certo fare miracoli”. Ha provato a motivare la squadra elogiandola per il suo carattere, ma alla fine anche lui si è dovuto arrendere: “Se questa è la qualità” allora bisogna accettarlo”.

L’ATTESA RIVOLUZIONE E L’ARITMETICA

L’anno prossimo ci sarà una rivoluzione: è inutile nasconderlo. Gli uomini migliori andranno via e arriverà (si spera) il gruzzolo della Champions. L’aritmetica (e non la matematica come si sente dire erroneamente in giro) dice che il Napoli può ancora crederci ma in verità nell’ambiente azzurro nessuno ci crede. Ecco il film già visto: La solita ricerca del capro espiatorio del fallimento (che non c’è visti gli obiettivi stagionali) e la solita caccia alle streghe.  Nel mirino c’è Spalletti (che la sue grandi colpe per aver avallato ed esaltato la rosa) ma non è il solo unico responsabile come sempre. Ora si parrà la vera nobilyà di questo Napoli. Che riparte con una rivoluzione della rosa e con un nuovo progetto. I fatti diranno se ci sarà ancora Spalletti alla guida del Napoli o meno.  Insomma, la solita solfa. E l’entusiasmo sotto i tacchi. I numeri dicono che nelle ultime undici gare ha sempre subito gol. Dalla miglior difesa al peggior rendimento in casa. Un Napoli troppo incostante.

 

 

 

 

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