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Givova Scafati a testa alta, ma non basta: Udine in finale

E’ terminata a gara cinque della semifinale playoff del campionato di serie A2 la stagione agonistica 2020/2021 dalla Givova Scafati, sconfitta 73-70 al palasport “Primo Carnera” per mano della Old Wild West Udine, che si aggiudica l’accesso alla finale del tabellone oro contro la Ge. Vi. Napoli.

E’ stata quindi la cosiddetta “bella” a decidere l’ultima finalista del secondo campionato nazionale, ovvero la formazione più lucida, determinata e cinica nei momenti chiave dell’incontro, che è stato comunque equilibrato e combattuto fino alla fine e deciso solo da episodi.

Merito ai vincitori, ma onore ai vinti, che sono usciti dal campo a testa alta, dopo una gara dal risultato mai scontato e dai toni agonistici e tecnici molto elevati, così come d’altronde era stata l’intera serie.

LE DICHIARAZIONI

Il patron Nello Longobardi: «E’ stata una serie combattuta, fatta di cinque battaglie tra due squadre forti. Onore a Udine, che si è aggiudicata meritatamente la finale. Complimenti alla nostra squadra, perché ha disputato un campionato ed una semifinale bellissima, persa solo all’ultimo sprint. Faccio i complimenti agli atleti, a coach Finelli ed allo staff tecnico, al g. m. Guastaferro e a tutti coloro che si sono resi protagonisti di una stagione esaltante, avvincente e
sfortunata. Sono sinceramente orgoglioso di tutti».

Il coach Alessandro Finelli: «Non è facile trovare le giuste parole dopo una gara cinque come quella appena disputata. Voglio fare i complimenti ai ragazzi, che dal punto di vista dell’agonismo e della voglia di combattere non ha mai mollato un centimetro. Siamo partiti molto forte, disputando la migliore partita in trasferta tra le tre della serie. Ma siamo stati penalizzati dalle percentuali al tiro. Dal punto di vista della gagliardia, c’è da togliersi il cappello. Ho allenato un gruppo sempre coeso.

La qualità dei nostri uomini deve rendere orgoglioso il popolo scafatese, al di là della sconfitta contro una Udine che ha avuto qualcosa più di noi. Un ringraziamento va ai giocatori, allo staff e alla società, che ci ha messo sempre nelle migliori condizioni per poter lavorare serenamente. Peccato non aver conquistato una finale che forse avremmo meritato, ma abbiamo sempre onorato la maglia, con grande senso di unità, aggressività e applicazione difensiva, anche nelle sconfitte».

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