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Geko, vittoria di carattere: Taranto si arrende al PalaEdilgen

La squadra di Origlio si impone nettamente 97-76 dopo che nell'intervallo era sotto di 12 punti.

Avevano promesso una prestazione tutto cuore Cantone e compagni per la loro “prima” al PalaEdilgen, e così è andata nel match contro Taranto. Una partita che sembrava quasi compromessa all’intervallo, con una rotazione limitata dall’indisponibilità di Ochoa (risentimento al polpaccio) e dai falli di Hajrovic e con i pugliesi avanti di 12, e che invece è stata vinta con ben 21 punti di scarto (97-76) grazie ad una ripresa perfetta, chiusa con un perentorio parziale di 62-29 che ha esaltato i tifosi santantimesi accorsi al palazzetto. Per coach Origlio, 5 giocatori in doppia cifra (Maggio 22, Cena 21 e Cantone a quota 9) e tanti segnali incoraggianti in vista del prosieguo della stagione.

LA PARTITA

 

Con Nacho Ochoa in panca solo per onor di firma, coach Origlio rivoluziona il suo starting five lanciando il doppio play Cantone-Maggio con Sperduto e Coviello ali ed Hajrovic centro di un quintetto atipico e perimetrale. Taranto risponde con il suo assetto classico, Erkmaa in regia, Conti e Diomede sul perimetro e la coppia Sergio-Ponziani sotto i vetri. Partono meglio gli ospiti (2-7 al 2’).

Alla Geko occorrono 100 secondi per trovare il primo canestro poi però Maggio e Cantone suonano la riscossa e al 5’ è proprio il #22 a firmare il primo vantaggio locale (13-11). Si resta in equilibrio fino al 10’, con Pasquale Battaglia che firma l’ennesima parità a quota 22 a 2” dalla sirena, poi nel secondo quarto Taranto scappa di nuovo: Ponziani e Diomede firmano il 24-29 e poi è l’ex Gambarota a sfruttare la rottura prolungata in attacco dei padroni di casa per segnare i 4 punti che valgono il 28-39 del 17’. Tre giocate di Enzo Cena, due in attacco e una in difesa, riportano Sant’Antimo in scia (33-39) ma nell’ultimo minuto le triple di Diomede e Sergio fissano il punteggio di metà gara sul 35-47.

MATCH IN SALITA, SPERDUTO LA RIACCIUFFA

Il match è decisamente in salita, il Cus pare in controllo, e invece quando si riparte lo scenario cambia integralmente: a girare la partita è Alessandro Sperduto, che segna 10 punti in meno di 4’ minuti (3 triple) per il 47-51, Taranto subisce il colpo e intanto la Geko completa la sua rimonta sull’asse Maggio-Cena (54-54 al 25’). L’ambiente si riscalda, i padroni di casa sentono l’elettricità nell’aria e aumentano l’intensità allungando ulteriormente il loro break fino al 60-54 firmato da Coviello a 3.30 dalla fine del 3’ quarto. E’ una partita completamente diversa, gli ospiti si aggrappano a Ponziani, Diomede e ai lampi del giovane Klanskis ma la transizione di Sant’Antimo è scatenata. Maggio e Cantone regalano assist in sequenza e Hajrovic, Cena, Coviello e Battaglia si fanno sempre trovare al posto giusto. Al 32’ è il giovane pivot slavo a segnare il +10 (72-62). Pochi minuti dopo l’argentino griffa il +13 (77-64) e Tarabti sembra ormai alle corde. La Geko però ne ha ancora, a 1.08 Coviello infila la tripla del 80-74, poi è ancora Maggio a chiuderla in maniera spettacolare sul 97-76 conclusivo.
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IL DOPOGARA DI COACH ORIGLIO 

“Sicuramente i tre canestri di Alessandro Sperduto ad inizio ripresa ci hanno dato tanta fiducia, il resto lo abbiamo creato aumentando l’intensità in difesa dove nel primo tempo non eravamo riusciti a switchare come avremmo dovuto. Ho sempre detto che questo gruppo è solido, formato da gente che non si arrende mai, e stasera ne abbiamo avuta l’ennesima riprova con una prestazione di grande carattere. Ringrazio loro e ringrazio il mio staff, nella vittoria di oggi c’è tanto del loro lavoro”.

GEKO SANT’ANTIMO 97
CUS JONICO TARANTO 76
(22-22, 35-47; 68-62)
GEKO: Maggio 22, Cantone 9, Sperduto 10, Coviello 14, Hajrovic 10; Battaglia 11, Cena 21, Ratkovic. N.e.: Frattoni, Ochoa e Puca. All.: Origlio.
TARANTO: Herkmaa 5, Conti 14, Diomede 21, Sergio 6, Ponziani 10; Bonaccorsi, Gambarota 10, Klanskis 10. N.e.: Carone e Cianci. All.: Olive.
ARBITRI: Cattani e Marcelli.
NOTE – tiri liberi: Geko 10/11, Taranto 10/16. Nessuno uscito per cinque falli.

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