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Gattuso-De Zerbi, tattica e bellezza al San Paolo

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Gattuso-De Zerbi, tattica e bellezza al San Paolo. Domani alle 18 il Napoli chiede strada al Sassuolo per piazzarsi in vetta alla classifica, da solo o a ridosso del Milan, dopo il successo in Europa League a San Sebastian. Sarà l’incrocio, che si ripete dalla Serie C, tra forse i migliori tecnici della nuova generazione degli italiani in panca. Un concentrato di tattica, ricerca della bellezza, del dettaglio. Gusto del gioco e una predisposizione, più evidente nell’allenatore del Napoli, a leggere al meglio la partita in corso d’opera. Il percorso verso l’alto è stato in parte condiviso. La gavetta, le sconfitte. Poi per De Zerbi è arrivato il Sassuolo, il gioco che solo in parte è mutuato dai principi di Guardiola, brani da quello di Bielsa, con un occhio alle leggi non scritte di Criujff. Salvezze, gioco spumeggiante, calciatori valorizzati. Tra gli ultimi, oltre al ritorno di Berardi, ci sono Locatelli, Marlon, Caputo, Sensi venduto all’Inter per 30 milioni di euro. E’ pronto per una grande, De Zerbi. Gattuso, però, è un passo avanti.

GATTUSO, IL NUOVO RE DI NAPOLI

il tecnico calabrese è entrato in punta di piedi, collezionando sconfitte, rimotivando i calciatori, l’ambiente, caricando sui muscoli senza benzina della gestione Ancelotti. Ora, dopo una Coppa Italia vinta, la rimonta in campionato, il mercato da protagonista e l’avvio con cinque successi su sei partite tra campionato e coppa – e il neo della partita non giocata con la Juventus – è la figura barometro del Napoli. Aurelio De Laurentiis pare pronto addiititura a rinunciare alle amate clausole contrattuali per legarlo al Napoli per i prossimi anni. E lui ha rimotivato Koulibaly, ha portato Osimhen in azzurro, consegnato un nuovo motore a Lozano, forse un nuovo ruolo a Mertens, convinto Bakayoko a giocarsi una fiche in azzurro, rimesso Insigne al centro del villaggio. Eppoi, il nuovo vestito tattico del Napoli, fisicità e verticalità misti al palleggio: la mistica sarriana è alle spalle, incastonata tra i ricordi, ma alle spalle. Non è poco. Ma non gli basta. Vuole altro, è affamato, la mentalità vincente da calciatore è rimasta intatta.

 

 

 

 

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