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Convegno Internazionale del progetto europeo “MiSport promosso dal Napoli United

"Le buone pratiche per l’inclusione dei migranti attraverso lo sport in Europa e in Italia”

“Le buone pratiche per l’inclusione dei migranti attraverso lo sport in Europa e in Italia” nell’ambito del progetto europeo “MiSport – Migrants Inclusion Through Sports” . Cofinanziato dalla Commissione Europea, con il programma Erasmus + Sport, call 2019 è il titolo del convegno promosso dal Napoli United, partner italiano del progetto. In collaborazione con Gesco e Amicar che si è svolto durante il terzo meeting internazionale del progetto. In concomitanza della Settimana Europea dello Sport e della campagna #BeActive2021, che si è tenuto presso la sede del gruppo di imprese sociali Gesco a Napoli, mercoledì scorso..

Il convegno internazionale

Il convegno internazionale è stato l’occasione per illustrare all’Europa e alla Commissione Europea i percorsi inclusivi sviluppati in Italia. Terra di migrazioni ed emigrazioni, e riflettere sulle possibilità generate attraverso lo sport. Sia come canale di diffusione di benessere psicofisico e culturale sia come strumento occupazionale per giovani a rischio, migranti e richiedenti asilo.
All’iniziativa sono intervenuti Antonio Gargiulo, presidente del Napoli United; Alessandro Papaccio, vicepresidente del comitato napoletano dell’AICS, Associazione Italiana Cultura e Sport; Mauro Brancaccio, delegato campano dell’ACES, Federazione Europea delle Capitali e Città Europee dello Sport; Daniel Enachescu, presidente dell’Associazione capofila Au Careffour de l’Europe; la prof.ssa Daniela La Foresta, responsabile del programma Erasmus + per il Dipartimento di Scienze politiche della Federico II di Napoli; la prof.ssa Emilia de Palma, traduttrice ed esperta del programma Erasmus in ambito scolastico anche per l’inclusione dei migrant;, il Maestro Jia, responsabile nazionale del Tai Chi per l’AICS
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L’apertura dei lavori

A moderare l’incontro, Elena Lopresti, giornalista e coordinatrice italiana per il Napoli United che ha aperto così i lavori: “ Il progetto europeo MiSport nasce per favorire l’inclusione sociale dei giovani migranti e delle fasce svantaggiate attraverso lo sport, uno straordinario elemento di aggregazione.
Il progetto inoltre si pone gli obiettivi di incoraggiare lo scambio e la diffusione di best practices tra i partner europei e finalizzate anche una migliore formazione degli addetti al settore e diffondere i risultati nei territori remoti dell’Europa, come le isole francesi delle Reunion Island, ai confini del continente africano, dove sarà programmato uno dei prossimi meeting. internazionali.
Ci troviamo oggi nella sede di Gesco, consorzio di cui la nostra società è partner, azienda leader in tutto il Sud Italia e nella regione Campania nell’ambito dell’inclusione sociale e della progettazione europea e nazionale. Pensate che nella città di Napoli, Gesco è una delle poche organizzazioni ad aver ottenuto il Quality Label per la partecipazione al Corpo Europeo di Solidarietà, strumento d’occupazione e volontariato giovanile transnazionale”.

Il Napoli United e lo Ius soli sportivo

A raccontare l’esperienza del Napoli United e delle politiche di inclusione, tra cui lo Ius Soli sportivo, il presidente Antonio Gargiulo: “ Il Napoli United è la prima società che partecipa ad un progetto europeo. La nostra storia parte nel 2009 (all’epoca Afro-Napoli) quando tutto nacque per divertimento. Ed invece dopo dodici, attraverso la nostra esperienza di inclusione. Grazie anche al sostegno dell’AICS, che all’epoca ci aprì le porta con entusiasmo.
Con il quale abbiamo partecipato a tanti campionati vincendoli. Abbiamo dato la possibilità a tanti ragazzi che venivano considerati apolidi perché privi di documento, di mettersi in gioco. La nostra bravura è stata quella di fare della diversità un punto di forza e non di debolezza. Offrendo unicamente un sostegno.
Abbiamo dato a questi ragazzi le stesse possibilità. Creando così un progetto ambizioso e vincente, con una squadra forte che è arrivata a disputare il massimo campionato regionale che è quello di Eccellenza. La cosa che ancora ci colpisce è che al giorno d’oggi esista solo lo Ius Soli sportivo. Mentre di Ius Soli che riguarda il diritto ordinario se ne stia ancora discutendo”.

L’impegno dell’AICS

Alessandro Papaccio, vicepresidente del comitato napoletano dell’AICS, Associazione Italiana Cultura e Sport ha relazionato riguardo il crescente interesse a Napoli per il cricket e quanto sia importante il percorso sportivo nella crescita dei ragazzi: “
Come ente di promozione sportiva non possiamo che essere felici di partecipare a questi progetti che vedono impegnati tanti ragazzi. L’inclusione e lo sport vanno di pari passo e per tanti anni abbiamo assistito a qualcosa di paradossale. Ovvero che tanti giovani che non avevano ancora la cittadinanza potevano sì frequentare la scuola ma non le attività sportive.
Togliere un percorso di sport significava togliere un percorso di crescita. Ricordo ancora che consegnammo un tesserino AICS ad un giovane che non aveva avuto mai in vita sua un documento. Per lui fu una grande emozione. Nei nostri occhi ci sono ancora le bellissime immagini delle ultime Olimpiadi. E ci rendiamo sempre più conto che inclusione, sport e crescita non possono camminare su binari separati.
Stiamo anche attenzionando il crescente interesse per il cricket. Vediamo per le strade ed i parchi della città tante persone che praticano questo sport. Vorremmo dare loro la possibilità di praticare l’attività sportiva in strutture ad hoc. Questo è uno dei prossimi obiettivi”.
Mauro Brancaccio, delegato campano dell’ACES, Federazione Europea delle Capitali e Città Europee dello Sport parla di Olimpiadi come evento che rappresenta il concetto d’inclusione.

Le Olimpiadi massima espressione di inclusione

“Quando si parla d’inclusione non si può non pensare alle Olimpiadi. Che rappresentano la massima espressione con l’unione di tanti popoli provenienti da tutto il mondo. Uniti dagli stessi valori che abbracciano la sfera universale come il fairplay, la tolleranza, l’inclusione, l’accettazione dei risultati sportivi, la lealtà. L’ACES, la Federazione Europea delle Capitali e Città Europee dello Sport ha proprio il compito proprio di trasmettere questo codice di valori. Il riconoscimento della dignità delle persone e della diversità come possibilità inclusiva e l’abbattimento di tutte le barriere.
La Delegazione italiana è stata costituita per essere più “vicini” ai numerosi municipi italiani. Che si candidano ogni anno al premio per migliore Capitale (Capital), Città (City), Comune (Town). Comunità (Community), Isola (Island) e Regione (Region) Europea dello Sport.
E per seguire i municipi italiani premiati che concorrono anche per il Premio di Migliore Città Europea dello Sport (Best European City of Sport). Obiettivo della Delegazione italiana è anche quello di promuovere la visibilità internazionale di tutti i municipi premiati. Chiudo con il motto olimpionico Citius, Altius, Fortius!”.
Daniel Enachescu, presidente dell’Associazione capofila Au Careffour de l’Europe e fondatore di diverse realtà europee, esperto di europrogettazione e inclusione sociale, che ha coinvolto in questo progetto il Napoli United e ha dato la possibilità di organizzare quest’evento, insieme ai partner europei, le associazioni Youth Orama, dalla Grecia, BulSport, dalla Bulgaria, e l’Asociata Impressum, dalla Romania, capofila anche del progetto Play, di cui lo United è partner.
E con cui ha un altro meeting previsto per il mese di Ottobre, con l’obiettivo di promuovere gli sport e i giochi tradizionali europei, ha voluto ribadire la forte sinergia e l’intesa con i coordinatori del progetto Elena Lopresti e Luigi Di Nunzio:
“Sono onorato di essere qui e ringrazio il Napoli United per l’accoglienza. Per me questa è un’importante esperienza che mi ha dato la possibilità di conoscere bene questa realtà e di apprezzarne l’organizzazione. Sono fortunato ad essere qui e faccio i complimenti per i progetti ambiziosi. Credo che ci possano essere ancora tante opportunità per collaborare insieme e potenzialità per altri progetti futuri”.
Il Maestro Jianquin Jia, rappresentante della comunità cinese in Italia e responsabile nazionale del Tai Chi per l’AICS, la cui presenza è importante per il rafforzamento dei rapporti con la comunità cinese in Italia, tra le più grandi, produttive e numerose del Paese parla dello sport come veicolo per la salute fisica e mentale: “
Il Tai Chi è patrimonio intangibile UNESCO ed è una disciplina in crescita. Il mio lavoro principale si basa sul benessere psico-fisico delle personale. Un’idea di sport ancora più importante in questo periodo post pandemia. Per una piena ripresa è fondamentale lavorare molto su questo concetto. Ovvero che corpo e mente vanno curati allo stesso modo e che la pratica sportiva può aiutare in tal senso. Buona salute a tutti!”.
La prof.ssa Daniela La Foresta, responsabile del programma Erasmus + per il Dipartimento di Scienze politiche della Federico II di Napoli, in collegamento da remoto ha spiegato il progetto, i numeri registrati in questi anni per quanto riguarda le partecipazioni e le prospettive future anche con la sempre più crescente digitalizzazione: “

Il programma Erasmus

Il programma Erasmus inizialmente prevedeva solo lo scambio di studenti e di docenti, oggi com’è noto, l’Erasmus+ è un programma ombrello. Che riunisce una serie di precedenti programmi di finanziamento, ciascuno legato a un particolare settore dell’istruzione.
Della formazione, della gioventù e dello sport. L’obiettivo primario è, distinguendosi significativamente dagli altri programmi e dalle altre azioni la promozione dell’identità europea. Realizzata non solo attraverso l’incoraggiamento dell’apprendimento e della comprensione della cultura ospitante. Ma anche attraverso la creazione di un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi.
L’esperienza dell’Erasmus è considerata non solo un momento universitario ma anche un’occasione per imparare a convivere con culture diverse. Oltre che un momento in cui lo studente inizia a crescere, maturare, ad assumere delle responsabilità.
Nello scorso periodo di programmazione, 14- 20, il programma Erasmus ha mosso un numero incredibile di persone. Circa quattro milioni grazie a 25.000 partenariati fatti tra 125.000 scuole università, istituti di formazione, centri per l’educazione degli adulti e così via. Sono stati poi istituite 150 alleanze della conoscenza che hanno visto riunite insieme più di 1000 istituti di istruzione superiori. In progetti altamente innovativi e altrettanto alleanze di competenze settoriali.

I numeri

L’Italia nella settennio passato ha incrementato in modo significativo il numero degli studenti incaming e 8 going. Parliamo di circa 240.000 studenti in uscita e 162.000 in entrata. E ciò le ha consentito di scalare la classifica dei paesi con maggiore mobilità. Pur rimanendo comunque al terzo posto dopo dopo la Spagna che resta la prima e la Francia”.
La professoressa Emilia de Palma, traduttrice ed esperta del programma Erasmus in ambito scolastico anche per l’inclusione dei migranti, ha mostrato attraverso power point, video e pdf i lavori realizzati nelle scuole. Dagli studenti aderenti al progetto: “
Gli studenti diventano così dei cittadini attivi. Attraverso questi lavori realizzati grazie ad una serie di interviste, letture e confronti con diverse realtà, i ragazzi hanno espresso il valore dell’integrazione. Dell’inclusione e la lotta ad ogni tipo di discriminazione e ingiustizia sociale.
Per essere attivi, protagonisti bisogna permettere a tutti di accedere agli stessi mezzi, in modo da diventare autonomi e potersi confrontare con altre culture”. “MiSport” è tra i primi progetti del Programma #Erasmusplusport cofinanziato dalla Commissione europea nella città di Napoli, per cui, le giornate trascorse non  sono state importanti soltanto per noi, ma anche per tutto il territorio locale e regionale”

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