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Caro Callejon, meriteresti l’ovazione al Maradona

Caro Callejon

Caro Callejon

Caro Callejon,, per te domenica ci vorrebbe l’ovazione del Diego Armando Maradona. Quella che non hai potuto ricevere, il Covid-19 ha privato anche questo privilegio all’attaccante spagnolo e al pubblico napoletano. L’avrebbe meritato, forse anche una gara d’addio, ma difficilmente sarebbe stata organizzata: il Napoli non ci ha mai pensato, oppure ha desistito come avvenuto anche per Marek Hamsik, 12 anni, record di gol in azzurro, bandiera e anima del club di De Laurentiis. La società azzurra non insegue questo tipo di sentimenti, invece tutelati in altri club di Serie A, senza riproporre l’elenco degli esempi, ce ne sono tanti. Insomma, domenica con la Fiorentina si ripresenta all’ex San Paolo il numero 7, scatti, tagli, gol, assist, leadership silenziosa. Pagato poco meno di dieci milioni di euro, uno degli affari meglio riusciti dalla dirigenza partenopea, in questo caso con la mano, anzi due mani di Rafa Benitez, che lo convinse a rinunciare al Real Madrid.

CARO CALLEJON, STIMA INFINITA MA L’ADDIO E’ STATO GIUSTO

Si, è stato giusto, arrivato al momento giusto, anzi un filo in ritardo, ma vabbè. E non solo perché Josè aveva perduto un po’ di smalto nelle ultime due stagioni, meno reti, meno assist, più incostanza. Certo, la visione della partita era sempre eccellente, Callejon è un docente del gioco, uno scienziato, intelligenza applicata al pallone, ai livelli più alti. Ma senza la sua partenza probabilmente Lozano non sarebbe mai esploso dopo la tribolata prima stagione: per il messicano nove gol, assist, il migliore del Napoli in questa stagione. Se fosse rimasto, Josè gli avrebbe tolto spazi, minuti, perché gli allenatori, compreso Gattuso, non ci rinunciano mai volentieri, accettano anche gli errori, perché con lui è come avere un altro tecnico in campo, un conoscitore degli spigoli del calcio. E quindi, con il dolore e la riconoscenza dovuta, ora e per sempre, era giusto così. E sarebbe stato bellissimo un omaggio, con pubblico in piedi ad applaudire un campione che a Napoli ha scritto un pezzo di storia.

 

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